Dove Siamo: Canzano

Canzano è un comune italiano di 1.861 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo.

A livello regionale questo piccolo centro, che comprende anche le due frazioni di Santa Lucia e San Pietro, è famoso soprattutto per la lavorazione del merletto e per il “tacchino alla canzanese”, piatto tipico della tradizione gastronomica abruzzese. A livello locale è noto per la banda musicale.

Il centro abitato sorge a 448 m s.l.m., fra le colline a nord della valle del Vomano, lungo il crinale che divide i fiumi Vomano e Tordino. Il suo comprensorio appartiene alla Comunità montana del Vomano, Fino e Piomba e confina con i comuni di: Teramo, Castellalto e Cermignano.

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiesa di San Salvatore

Edificio religioso medioevale di arte romanica sito poco fuori al paese, appartenuto all’omonimo complesso abbaziale benedettino. Racchiude al suo interno un ricco ciclo di affreschi del 1300 dipinti dal Maestro di Offida ed altri del XVI e XVII secolo. È presente altresi’ una cappella gentilizia dei baroni de Sanctis per successione Santarelli della Noce Rozzi dal titolo”La nascita del Salvatore” famiglia discendente tramite la nobile famiglia Rozzi di Campli, dai marchesi NOBILI VITELLESCHI di Rieti, patrizi romani.

Chiesa della Madonna dell’Alno

L’edificio religioso fu fondato come oratorio, nel 1480, a seguito dell’apparizione mariana avvenuta nel maggio dello stesso anno. Secondo la tradizione la Vergine comparve, sulla sommità di un alno, non lontano, al contadino Giovanni Floro e manifestò il desiderio che in quel luogo vi fosse costruita una chiesa a lei dedicata. La chiesa, oggi parrocchiale, rappresenta il centro della devozione canzanese, fu effettivamente edificata ed intitolata alla Madonna dell’Alno nell’anno 1592 dalla congregazione del Santissimo Rosario come riporta l’epigrafe sull’architrave del portale: «Societas Rosarii erigendum curavit AD 1592».

Dell’originaria costruzione rinascimentale resta solo il portale in pietra che mostra specchiature e rosette. Il prospetto e le decorazioni in stucco dell’aula sono da attribuirsi ai lavori di rifacimento del 1750, mentre il campanile in mattoni è dell’anno 1810.

La chiesa custodisce al suo interno un’acquasantiera del XVII secolo appoggiata su di una colonnina lavorata con motivi a foglie d’acanto, un reliquiario ligneo del XVIII secolo, e dipinti su tela datati tra il Seicento ed il Settecento. Fra questi di particolare pregio vi è la pala della Madonna del Rosario, collocata dietro l’altare, eseguita da Pasquale Rico di Montereale, ritratta con i santi Domenico e Nicola di Bari attribuibile alla bottega di Francesco Solimena.

Cappella dell’Annunziata

La cappella si trova alle porte del paese, lungo il percorso settentrionale della circonvallazione. Al suo interno sono custoditi un pregevole altare di stile barocco dipinto e dorato, due statue di legno raffiguranti san Giovanni Battista e san Biagio e un baldacchino a cassettoni blu con rosetta dorata al cui centro si legge lo stemma di san Bernardino.

Chiesa di San Pasquale

Chiesa del XIII secolo che sorge nella vicina località di Valle Canzano;

Chiesa della Congrega del Santissimo Sacramento

La chiesa, di epoca settecentesca, sorge su piazza Rinascimento e custodisce al suo interno reliquiari di legno coevi al periodo di edificazione, tra i quali è annoverato anche quello di san Biagio.

Chiesa di San Biagio

Edificio religioso non più esistente che fu la parrocchia del paese e dedicata al patrono san Biagio, la cui memoria si celebra il 3 febbraio. La chiesa sorgeva su piazza Rinascimento ed era menzionata negli atti ufficiali già nell’anno 1283. Della sua storia ci è noto lo stato di fatiscente degrado che la fabbrica attraversò nel 1700 e il tentativo di restauro che fu intrapreso nell’anno 1783 quando iniziarono i lavori di conservazione che non furono portati a termine per mancanza di adeguate risorse economiche. La chiesa fu abbattuta nel 1924.

Torrione e mura medioevali

Il torrione è una costruzione fortificata a pianta circolare, del XV secolo, che si eleva all’interno dell’incasato del paese. Presenta alla sommità un apparato sporgente di piccoli archi a tutto sesto e beccatelli. La sua struttura si collega ai resti della cinta muraria medioevale, realizzata con conci di pietra non riquadrati, quasi interamente conservata, costruita nel XIV secolo per volontà dalla famiglia Acquaviva.


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